
Grigliata estiva, problema tipico: ognuno porta qualcosa da mangiare. Ok, ma al bere chi ci pensa? Birra, vino bianco, ma si anche vino rosso, che sulla griglia ci sta sempre bene. E non nascondetevi, sappiamo che c’è anche dell’acqua!
Alzi però la mano chi, a fine grigliata, non si sia ritrovato con una quantità di bottiglie aperte, quasi piene, col problema di doverle distribuire fra i partecipanti per non doverle buttare.
Con la birra il problema è in realtà contenuto, grazie a formati più piccoli, siano essi lattine o bottiglie. E allora perché non dovremmo applicare lo stesso ragionamento al vino? Perché non dovremmo ragionare in termini di “apriamo solo il necessario” senza sprecare gli avanzi?
Senza lanciarci in elucubrazioni troppo elaborate, fino ad oggi non lo abbiamo fatto, e continuiamo a non farlo, per una ragione tanto semplice quanto pratica: la complessità del vino non si addice all’atmosfera super rilassata di una grigliata. Attenzione: non stiamo parlando di complessità al palato eh, qui siamo ad un passaggio primordiale: la gestione del vino.
Pensiamoci un momento: già il momento dell’acquisto richiede uno sforzo non indifferente per trovare il vino che possa piacere a tutti, possibilmente con un occhio al prezzo visto che serviranno più bottiglie – al supermercato perderemo più tempo nella corsia vini che non per tutto il resto della spesa; dobbiamo ricordarci il cavatappi (e credetemi, manca più spesso di quanto si possa pensare!); una volta aperte le bottiglie vanno tenute in verticale e alla corretta temperatura; i bicchieri…beh non sentirete mai da me che per la grigliata possano andar bene quelli di plastica (ecco, lo sapevo! Solo scriverlo mi ha fatto venire un crampo alla mano…) ma quelli in vetro nella confusione di una grigliata sono comunque sempre ad alto rischio e sia mai avvicinarli al bordo di un’eventuale piscina…
Insomma, il vino si porta dietro delle complicazioni che mal si sposano con un momento di festa e leggerezza.
Allora forse dovremmo imparare qualcosa dalla birra: a differenza del vino, questa difficilmente ruba la scena e crea problemi di “come-cosa-dove-quando” e semplicemente fa da contorno ad una situazione. Ma come passiamo a questa visione con il vino? Primo passo, dimenticarsi ogni tanto che il vino debba necessariamente essere roba seria. Secondo passo, accettare che il vino stesso possa essere goduto in forme diverse, che so, in lattina!
A questo punto dovremmo essere rimasti in pochi, con la maggior parte dei lettori che han subito qualche tipo di tracollo e shock tali da aver probabilmente lanciato telefono o laptop contro il muro… Per chi è rimasto, prendiamoci qualche istante per analizzare l’idea di bere vino in lattina con un grosso lavoro per mettere da parte i preconcetti che tutti abbiamo – spoiler: mi sento di dire che io avevo.
Chi scrive ha iniziato la sua carriera in questo mondo studiando da sommelier, per il quale il cerimoniale di servizio è un pilastro fondamentale, quasi un sacramento che si ripete ad ogni apertura di bottiglia. Ed è bellissimo nella sua formalità, ogni volta una celebrazione del vino e del cliente, un omaggio alle emozioni che è in grado di regalarci. Negli anni però si impara anche che questo cerimoniale trova il suo posto in alcune situazioni mentre, in altre, è totalmente fuori luogo. Ora immaginate una di queste ultime situazioni, diametralmente opposte alle prime del cerimoniale, ed ecco che un contenitore alternativo alla bottiglia inizia a smettere di sembrare il nemico.
Da un punto di vista tecnico, la lattina non presenta alcuna controindicazione per contenere vino, l’alluminio è riciclabile all’infinito, è leggerissimo, non influisce in alcun modo sulla qualità del vino (no, nemmeno il film di pellicola che riveste internamente l’alluminio – il cui scopo è proteggere quest’ultimo dall’acidità del vino), non necessità di cavatappi, occupa pochissimo spazio quando piena e si può compattare quando vuota, non rischia di rompersi nel trasporto, si raffredda molto rapidamente e la dimensione è perfetta per una sola persona.
“Si, però nelle lattine si trova solo vino di scarsa qualità” direte voi. “Colpa nostra” vi risponderei io. Partendo dal presupposto che la prima affermazione è decisamente sbagliata, la risposta che segue si spiega con il semplice fatto che in lattina si potrebbe senza problemi mettere un vino di altissima qualità (al netto delle restrizioni legali di alcune Denominazioni di Origine) ma ovviamente questo alzerebbe di molto il prezzo. E sono proprio curioso di sapere chi tra noi sarebbe disposto a spendere 20, 30 o più per un ottimo vino in lattina…
Oggigiorno i vini venduti in questo contenitore sono di ottima qualità, nella loro fascia di prezzo e si lasciano bere e gustare senza nessun timore o paura da “chissà cosa ci mettono dentro”. Sono vini facili da bere, senza troppe pretese di impressionare per complessità o persistenze infinite, insomma fanno il loro bel lavoro. Lo stesso che farebbe un vino in bottiglia della stessa qualità.
Siete voi l’anfitrione della situazione? Volete davvero accogliere al meglio i vostri ospiti e assicurarvi che ognuno di loro trovi qualcosa da bere di suo gradimento? Tante lattine con vini diversi e il risultato è garantito, ognuno troverà il vino più adatto ai suoi gusti riducendo al contempo gli immancabili sprechi. E d’ora in avanti non ditemi che non si può soddisfare tutti eh!
Nel mondo anglosassone (che prendiamo sempre in giro per non saper bere, ma che ha tanto – ma tanto – contribuito allo sviluppo e alla diffusione del settore nel mondo) questo packaging alternativo (alla bottiglia) ha già preso piede da un pezzo e i numeri continuano a crescere. Motivo? Semplicissimo: zero o quasi preconcetti. Hanno ragione loro? Come in tante cose, credo che nessuno abbia ragione quando si tratti di scelte per star bene e godersi la vita. Ho iniziato ad assaggiare i vini in lattina intorno al 2017-2018, scettico ma curioso, e onestamente all’inizio la qualità non mi convinceva (perché? torna su al paragrafo della qualità ed estremizza il concetto verso il basso), ma negli anni questa è incredibilmente migliorata – più persone comprano, maggiori sono gli investimenti da parte dei produttori, in un circolo vizioso positivo.
Nella giusta situazione servitemi un vino in lattina e lo berrò con gusto e divertimento! Vi infastidisce il contatto della bocca con l’alluminio? Beh, potete sempre fare un mix di lattina e bicchiere (o semplicemente non appoggiare le labbra). Però la cannuccia no, vi prego, quella no!